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StartupID | Paolo Franceschetti di SOLWA

by Jacopo Paoletti on January 9, 2012

Prosegue la rubrica dedicata alle startup di Indigeni Digitali con Intervistato.com. La nona intervista di StartupID è con Paolo Franceschetti, dottorando presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e fondatore di SOLWA, una delle startup vincitrici del Grant di Working Capital – Telecom Italia.

Il progetto ha ottenuto diversi riconoscimenti nell’ultimo anno, primo fra tutti quello dell’ONU, che ha riconosciuto SOLWA come idea per lo sviluppo dell’umanità. Inoltre Paolo ha partecipato al TR35 del Technology Review Italia, pubblicato dal MIT, ed ha vinto il premio come Innovatore dell’anno 2011.

SOLWA è uno strumento che serve a depurare l’acqua salata o inquinata usando solo ed esclusivamente la radiazione solare. Si tratta dunque di un prodotto che, attraverso l’evaporazione e la condensazione, permette di distillare l’acqua ed eliminare le parti inquinanti a costo praticamente zero.

L’idea è nata da una conoscenza che tutti abbiamo, ovvero quella del ciclo dell’acqua, ma la parte più difficile della sua implementazione è stato trovare delle modalità per ottimizzare questo processo aumentandone l’efficienza ed eliminare al tempo stesso il bisogno di energia elettrica o gas per alimentarlo.

Inizialmente l’idea era destinata esclusivamente ai paesi in via di sviluppo come soluzione per l’acqua potabile, e infatti svariate ONG hanno chiesto dei prototipi da sperimentare. Inoltre il prodotto stesso è molto legato ai paesi in via di sviluppo per una questione climatica, in quanto ha bisogno di tanta energia solare per funzionare. Tuttavia ci sono anche diverse aziende locali interessate al procedimento di SOLWA per trasferirlo a settori differenti, in particolare per i problemi legati ai rifiuti, come ad esempio l’essiccamento dei fanghi di depurazione.

La struttura di SOLWA è molto semplice: si tratta di una serie di scambiatori di calore e una serra con vasca di contenimento all’interno della quale scorre l’acqua. L’azione combinata dell’effetto serra e degli scambiatori di calore fa sì che l’acqua arrivi rapidamente a 80° C, trasformandosi in vapore che viene poi raccolto e fatto condensare. Tutto ciò che non evapora a temperature inferiori, quindi gli elementi inquinanti, rimane sul fondo della vasca e non si ritrova nell’acqua distillata ottenuta.

Questo procedimento permette di eliminare i sali, i metalli pesanti e altre tipologie di inquinanti che non vanno in sospensione, con un rendimento di 10 litri/metro quadro al giorno, a costo zero. SOLWA infatti non richiede né l’uso di sostanze chimiche, normalmente usate per depurare l’acqua, né energia elettrica, e una volta acquistato permette di avere un sistema di depurazione continua.

L’acqua ottenuta è acqua distillata, quindi SOLWA prevede anche un sistema di post-trattamento costituito da filtri di sali minerali che rimineralizzano l’acqua rendendola potabile. Questa soluzione viene applicata ad esempio nel caso di inquinamento batteriologico, ma nei casi di inquinamento con metalli pesanti, l’acqua inquinata viene diluita con acqua distillata fino al raggiungimento di una concentrazione idonea.

Abbiamo parlato quindi dei numeri di SOLWA, delle prospettive di crescita e dei futuri sviluppi previsti per il progetto.

Invito quindi tutti a visionare l’intervista, molto più ricca di dettagli e informazioni rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

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