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UX London 2011: live blogging

by fabiodivita on April 13, 2011

ore 8:50: Londra , Cumberland Hotel. Tra pochi minuti avrà inizio UX London ( http://2011.uxlondon.com/)  , un evento di tre giorni dedicato al tema  della User Experience nel mondo digitale. Durante i tre giorni si alterneranno sul palco alcuni tra i maggiori esperti del settore: Alan Cooper ( autore di The Inmates Are Running the Asylum), Lou Rosenfeld ( autore di Information Architecture for the World Wide Web) solo per citarne alcuni. Sono previsti anche hands-on workshop, cosa molto interessante per un neofita come me. Cercherò di tenervi aggiornati live sullo svolgimento dell’evento e sui temi che verranno trattati.

p.s. Prendere la metro stamattina è già stato una “Human Experience” notevole !

La conferenza ha inizio….a dopo

Ore 11:08: Primo break. Inizio molto interessante con Alan Cooper, fondatore della Cooper Consulting ( http://en.wikipedia.org/wiki/Alan_Cooper ). Il suo accento californiano è inconfondibile, così come tipicamente Californiano è il suo entusiamo nell’innovazione. La visione di Alan del modello operativo nella creazione del software è quasi socialista: il modello Command and Control, tipico dell’era industriale, non funziona per la creazione di “prodotti” che siano ricercati per il loro valore e non per il loro prezzo. “Desirable” meglio di “Cheaper” ( vedi Apple). Secondo Cooper, le strutture nelle quali i White Collar decidono e i “Blue Collar” fanno non può essere più applicato nella creazione di “prodotti” nell’era post-industriale. I “decision makers” sono coloro che allo stesso tempo realizzano; Agile programmers e designers devono lavorare insieme se si vuole realizzare qualcosa che sia “user centric” e non solo “price centric”. Selling More, Effectiveness, desirable invece di Cost Reduction, Efficiency, Cheaper. La visione di Alan Cooper sul modo di sviluppare software potrebbe sembrare quasi socialista..influenza della cultura hippy californiana ?

Dopo Alan Cooper sale sul palco Louis Rosenfeld. Tema dello speech: Redesign must die ( http://www.slideshare.net/lrosenfeld/redesign-must-die-381947).

Ore 1:05: finalmente lunch time. Prima di andare due appunti veloci: presentazione interessante di Kim Goodwing su come realizzare Personas efficaci evitando di mandare in bancarotta il cliente, link alle presentazioni http://lanyrd.com/2011/ux-london/schedule/

Ore 4:16: Kate Rutter, Adaptive Path, ha  mostrato, in pochi ma efficaci punti, come riuscire in modo efficace a far diventare una “design sotory” una “business story”, come cioè tradurre un progetto di design nel linguaggio del cliente per cui stiamo lavorando: Align Dialect, Show Strategy, Don’t Bury the lead. Usiamo meno buzzword e offriamo soluzioni che contengano valore per il cliente, non per noi stessi che le realizziamo. Gestione delle Priorità nel rilascio delle feature e nella  risoluzione di business problem ( diagrammi di Ishikawa). Last but non least, conversion model per misurare  il successo o meno della soluzione realizzata. Semplice no?

Ore 17:30: Lentamente la sala si sta svuotando. La giornata allo UX London volge al termine; prima di chiudere un paio di note sugli ultimi due speech: Robert Fabricant, Frog Design, ha mostrato alcuni esempi su come un approccio guidato dai concetti dello “User Experience Design” possono influenzare cambiamenti nelle grandi organizzazioni che forniscono servizi: Fabricant ha portato come esempio il lavoro fatto per migliorare il servizio sud africano che si occupa dei controlli per l’HIV. Le aziende, organizzazioni che applicano i concetti della User Experience Design alla loro struttura interna saranno in grado di fornire servizi e prodotti e migliori . Non so perchè ma mi viene in mente immediatamente il sistema pubblico italiano…

Domani hands-on workshop, i temi sembrano molto interessanti: Advanced Semplicity ( semplificazione dell’uso dei device mobili nella vita quotidiana), Design To Refine & Developing a Tunable Information Architecture,  solo per citarne alcuni. Per partecipare ai più interessanti dovrò alzarmi presto, per cui….good night

Giovedì 14 Aprile, ore 8:50: secondo giorno allo UX London; queta mattina si inizia con un hands-on workshop tenuto da Giles Colborne ( http://2011.uxlondon.com/programme/advanced-simplicity/) sulla semplificazione dell’uso dei device nella vita quotidiana…let’s start!

Ore 13:00: workshop molto affascinante; Simplicity=Extreme Usabality. Gli esempi di Colborne hanno mostrato come rendere più semplice l’esperienza con oggetti come una telecamera portatile o il telecomando della TV attraverso una strategia di 4 punti : Remove, Organize, hide, Displace. Provate anche voi a prendere il vostro telecomando e pensare come possa essere ridisegnato per renderlo più semplice. Date un’occhiata a questo link  http://www.simpleandusable.com/

Ore 1:45: dopo il “lauto” pranzo, si ricomincia con un altro workshop: Josh Porter ( http://2011.uxlondon.com/programme/a-b-testing-for-ux-designers/) parlerà di A/B test (http://www.abtests.com/). Josh Porter è l’autore di Designing for the Social Web è cofondatore http://www.abtests.com/. La tecnica dell’A/B è stata utilizzata da servizi Web noti come Youtube, Twitter, wikipedia. Altre informazioni interessanti sul sito http://bokardo.com/

Ore 17:45: si riprende domani mattina con “It’s not the device people are after, it is all the things the device enables”, sullo svilupo di applicazioni mobili tenendo conto del paticolare contesto nel quale saranno utilizzate, e si continua nel pomeriggio con…onestamente non ho ancora deciso a cosa partecipare tra i workshop disponibili.

Gioved’ 15 aprile, ore 1:56: Mattinata intensa con il workshop di Byan Reiger ( http://www.slideshare.net/bryanrieger/rethinking-the-mobile-web-by-yiibu). Si prosegue con Nat Bolt con un workshop sul tema “Remote Research”. Si incomincia…a dopo.

ore 16:20: qualche dettaglio riguardo alle tecniche di Remote Research http://remoteresear.ch/

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